Wher: la “Google Maps” al femminile per la sicurezza delle donne

L’intervista ad Eleonora Gargiulo, CEO & Founder insieme ad Andrea Valenzano ed Ilaria Zond di Wher, l’app che ti consiglia le strade per farti sentire più sicura a camminare da sola.

Tra le startup che abbiamo avuto il piacere di conoscere in SocialFare (vedi precedente intervista alla CEO Laura Orestano) ed anche di supportare tramite attività di mentorship, c’è Wher.

Eccoci a scambiare due parole con Eleonora Gargiulo, CEO & Founder insieme ad Andrea Valenzano ed Ilaria Zonda che collaborano insieme in compagnia di un più ampio ed energico team.

 

Buongiorno Eleonora! Benvenuta sul nostro blog. Cominciamo con la prima domanda: cos’è Wher, come è nata l’idea e, soprattutto, perché l’avete pensata?

Wher è l’app che fa sentire le donne più sicure, soprattutto quando sono in giro in città che non conoscono oppure la sera, quando la percezione di sicurezza cambia sensibilmente. Nasce dall’esigenza mia e di Ilaria, la mia socia e founder, e in realtà dall’esigenza condivisa con molte altre donne, nostre amiche e nostre prime tester dell’app.

Rientrare a casa la sera o muoversi in città sconosciute, può essere un’esperienza non sempre piacevole perché le strade cambiano davvero aspetto: non soltanto la sera rispetto al giorno, ma è diversa l’esperienza e la qualità di vita di alcuni quartieri rispetto ad altri. Allora la soluzione è arrivata: Wher doveva essere un’app dove le donne consigliano ad altre donne le strade in cui muoversi in sicurezza e quelle in cui prestare maggiore attenzione. Inoltre sulla mappa è possibile vedere tanti punti di interesse che rappresentano luoghi di sicurezza delle nostre città: le fermate degli autobus, i parcheggi dei taxi, i locali aperti la notte, le associazioni che si occupano di temi femminili come i centri antiviolenza o i servizi dedicati alla cultura femminile.

 

Come si è evoluta nel tempo la vostra startup?

All’inizio eravamo in tre, ovvero noi founder e non eravamo tutti full time. Ilaria, Andrea ed io lavoravamo insieme nello stesso laboratorio di ricerca del Politecnico di Torino. Siamo in ordine: Designer, Ingegnere Informatico e Marketing Researcher. La multidisciplinarietà delle nostre competenze e i primi finanziamenti derivanti dal bando Tim #WCap, ci hanno permesso di dedicarci tutti a tempo pieno e di costruire il primo prototipo dell’app, cominciare a testarlo e farlo conoscere tramite la pagina Facebook.

Eravamo proprio all’inizio del nostro lavoro ma abbiamo poi ampliato il nostro team, si sono aggiunti prima Carola per seguire tutti i nostri canali social e la nostra Community online. E poi è arrivato Fausto che si occupa dello sviluppo front end dell’app. Al primo finanziamento si è aggiunto quello di SocialFare Seed grazie al percorso di accelerazione Foundamenta e con questo abbiamo consolidato il prodotto, così da lanciare l’app sul PlayStore e avviare le prime attività di marketing e consolidamento della user base.

 

Che contributo ha dato SocialFare in questo vostro percorso?

SocialFare è stata un’esperienza a tutto tondo, ci ha permesso prima di tutto di focalizzarci, sono stati 4 mesi di lezioni, testimonianze, lavoro per obiettivi, insomma un super sprint, senza mai tralasciare la riflessione di team sulla strategia, sulle priorità, su come trasformare le idee in milestones da raggiungere. La nostra prima presentazione davanti ad investitori al termine del percorso di accelerazione, è stata un gran bel risultato, non soltanto una grande soddisfazione di tutto il team ma anche una opportunità concreta di far crescere il nostro business. Il rapporto poi non si chiude mai completamente, anche adesso che il percorso è finito, sappiamo che possiamo contare sul loro supporto…e anche prenderci una birra insieme dopo il lavoro!

 

Sì, però: come fate i soldi? Siete sostenibili?

Sì, saremo sostenibili! Il nostro modello di business vede la Community al centro, il lavoro principale per il prossimo anno è quello di far crescere la base utenti e la brand awareness con obiettivi ed attività di marketing diversificate. Ovviamente anche con un prodotto che continua ad incrementare gli sviluppi, che diventa sempre più interessante per il target, che viene usato da tantissime donne. Abbiamo quindi pianificato la crescita delle nostra Community e definito un modello di revenue che si fonda sul target e che comprende l’introduzione di servizi a pagamento direttamente in app, da valutare su base partnership con aziende del settore turistico oppure aziende che espongono servizi dedicati alle donne. Le prime ipotesi vanno verso azioni di referral di servizi di terze parti direttamente a partire dalla nostra app, come ad esempio la prenotazione di un albergo, oppure azioni di marketing con aziende che si rivolgono ad un target femminile.

 

Chi sono le Wherrior? Come si può sostenere la vostra iniziativa?

Le Wherriors sono la nostra Community! Sono le nostre guerriere, pacifiche esploratrici urbane, appassionate di mappe, contribuiscono a migliorare la qualità della vita delle altre donne che usano l’applicazione. Sono loro che rendono possibile questo progetto, noi le ascoltiamo, ci danno tanti feedback che noi mettiamo in atto per migliorare il servizio.

Sono donne che nella loro vita quotidiana ne sperimentano tante, perché si spostano nelle grandi città oppure viaggiano molto, per piacere o per lavoro, quindi ne sanno davvero tanto di cosa significa muoversi da sole in grandi città. Chiunque volesse può diventare una Wherrior, tutto quello che le serve è scaricare l’app, che adesso è in versione Android, ma presto sarà anche sull’App Store per iOS, e contribuire con la propria esperienza inserendo dati sulle nostre mappe. Abbiamo attivo anche un gruppo Facebook della Community, qui le ragazze e donne che hanno scaricato l’app ci danno veramente tanti feedback su cose da migliorare o da aggiungere e poi abbiamo dei piccoli gruppi locali, con i quali gestiamo le attività di mappatura, quindi chi vuole contribuire sulla mappa può anche conoscere le altre ragazze sulle città e a volte si sono anche create delle amicizie! noi poi, ormai le conosciamo un po’ tutte e alcune di loro le sentiamo quotidianamente, sono nostre amiche!

 

Che città sono coinvolte ora e cosa prevedete per il futuro?

Adesso sulla nostra app puoi consultare le mappe di 6 città italiane: Roma, Milano, Torino, Bologna, Catania, Palermo. Abbiamo attivato anche Napoli e Londra, quindi l’idea è di muoverci città per città per raggiungere il più alto numero possibile di città europee. Per il prossimo anno prevediamo di ampliare la Community, strutturarla sempre di più, anche sviluppando nuove feature di prodotto, come ad esempio la gamification che stiamo progettando adesso.

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Staff BTREES

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