La vision: primo passo per ogni impresa

La nostra avventura, quella di BTREES, si basa sulla condivisione. Sia perché è fatta di relazioni, ma anche in quanto filosofia di intraprendenza.

La nostra avventura, quella di BTREES, si basa sulla condivisione. Sia perché è fatta di relazioni, ma anche in quanto filosofia di intraprendenza. Questa rubrica intende quindi inaugurare la diffusione di pratiche di empowerment rivolte a tutti coloro che sono già startupper o intendono diventarlo.

 

Il nostro ramo “School” offre infatti la figura del Dream Trainer dedicato allo sviluppo di competenze personali e imprenditoriali. Perché, come diceva il poeta Danilo Dolci “Ciascuno cresce solo se sognato”. Traduciamo in suggerimenti concreti ciò che può alimentare l’aspirazione di fare della propria passione una professione, come anche alcuni TED talks ci hanno insegnato.

 

Imprenditori si diventa ed è principalmente una questione di atteggiamento rispetto a ciò che ci circonda: è un learning by doing. Nelle prossime settimane, chi di voi ci seguirà nella lettura, riceverà 10 spunti basati su altrettanti capitoli da noi ritenuti fondamentali per la crescita personale e professionale. Se la visione è il punto di partenza, di conseguenza gli altri aspetti più rilevanti sono: team, metodologia lean, lifelong learning, change management, creatività, singularity, comportamento, storytelling, divertimento. Facile che le parole da sole non vi dicano granchè, ma avremo modo di approfondirne il significato, anche con degli interventi di alcuni nostri partner e collaboratori.

 

Come delineare la propria vision

 

La vision dovrebbe nascere spontaneamente e naturalmente, ma ci sono almeno 5 fattori che ne facilitano la visualizzazione in vista della partenza per la propria avventura:

  • La passione. Sei pronto ad impegnarti dall’alba al tramonto (a volte anche la notte!) sul tuo progetto? La perseveranza funziona se è fatta con il piacere di approfondire perché si seguono temi di interesse personale, che rispondono a particolari valori e motivazioni. Quali sono le tue aspirazioni per il futuro?;
  • Le radici. Quali caratteristiche ti differenziano? Quali sono le tracce del tuo talento? Valuta quale percorso hai fatto sino ad ora e per cosa ti sei contraddistinto;
  • I trend del momento. Il timing è importante. Sui temi di cui sei “innamorato” e che segui con passione: quali sono le novità e/o la loro relazione con questo momento storico e la tua posizione?;
  •  L’ambiente circostante. Come incidono le tue relazioni con le persone e lo spazio dove sei rispetto alle tue aspirazioni? Considera la fattibilità di ciò a cui pensi, ricordando però le parole di Nelson Mandela: “It always seems impossible until it is done”;
  • Il mix di tutto ciò. Sta nell’equilibrio di quanto appena accennato, ma anche nella capacità di intraprendenza, la chiave della realizzabilità del tuo sogno.

 

“What you focus on, you become” mi piace dire. Visualizza il tuo successo, guarda ad es. i tips della public speaker Alexa Fischer. E sogna in grande. La differenza la fanno le nostre azioni più che le nostre parole ed ogni percorso è conseguenza delle proprie aspirazioni. Per questo condivido un’altra idea a mio parere molto utile per stimolare la tua visione: pensati da qua a 3 anni.

 

Vision e piano d’azione

 

Immagina un breve piano di azione fatto di 6 milestone, ossia uno “scalino” ogni 6 mesi. Questo percorso così strutturato non solo può facilitarti il successo, ma può permetterti di dare linfa alle tue aspirazioni migliorando il benessere anche nella tua vita personale. Così facendo valutiamo quali possono essere le priorità nell’impegnare le nostre energie per il conseguimento di certi risultati. In un periodo di 3 anni si può riuscire, con azioni, storytelling e networking efficace ad immergersi in un settore per analizzarlo e comprenderlo meglio. Di conseguenza diventa più facile capire anche in quale “nicchia” o particolarità ci si preferisce specializzare. In questa fase il 1° anno è quello del pieno investimento, il 2° anno permetterà di incontrare i primi frutti se si è stati produttivi, il 3° anno può quindi diventare quello del consolidamento e del riconoscimento per ciò che abbiamo come esperienza in quel settore. Ciò ci permetterà di fare un’ulteriore analisi di come saremo messi e dove, a quel punto, vorremmo andare. Ammesso che si voglia cambiare. Ma questo vale sempre la pena di tenerlo in considerazione, per non crearsi degli inutili limiti.

 

Consiglio, infine, proprio per iniziare a tirare fuori dal cassetto il proprio sogno, una lettura in particolare ossia “Business Model You” che saggiamente mi aveva suggerito il mio amico Fabio Pirola, co-founder di Big Picture Italia.

 

Prima di invitarvi a seguirci nella prossima puntata (che sarà dedicata al team), vi segnalo che se voleste una formazione dedicata e il supporto dei nostri Dream Trainer potete lasciare i vostri contatti nella pagina apposita. Grazie per la compagnia!

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su email
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Lorenzo D'Amelio

Lorenzo D'Amelio

Ti potrebbe interessare anche