Twitch sempre più social

Nel giugno del 2011 veniva lanciato Twitch, come piattaforma per il gaming e iniziava la sua ascesa verso la fama che ha raggiunto oggi: ne abbiamo parlato in un articolo lo scorso febbraio, vi ricordate?

Da allora il “colosso viola” ha reso più ampia l’esperienza di gioco tradizionale, si perché gli appassionati di videogame oltre a registrarsi durante le proprie imprese, possono chattare e interagire con i fan.
Il plus di Twitch è proprio lo “stremmare”, che crea un forte senso di coinvolgimento grazie alle live in cui è possibile chattare con il proprio “eroe” e altre persone interessate quanto noi all’argomento. Un dato? “i portali Streamlabs e Stream Hatchet hanno calcolato e diffuso l’analisi delle ore di visualizzazione su Twitch, che sono passate in un mese (da febbraio a marzo 2020) da 978 milioni a poco più di 1,2 miliardi, superando di misura le piattaforme concorrenti, come Youtube e Facebook Gaming e Mixer
Non ci sono solo gamer su Twitch: possiamo incontrare personaggi provenienti da campi disparati come Paulo Dybala che ha aperto un canale tutto suo e sta raggiungendo numeri altissimi in poco tempo. Prima di lui Douglas Costa si è dilettato con un canale di gaming e non solo diventando uno degli streamer più seguiti.

Nell’ambito fashion si sta espandendo invece la pratica del just chatting in cui le fashion blogger (ma non solo) preparano l’outfit della giornata insieme ai fan in live streaming.

I musicisti non sono da meno, infatti Steve Aoki è stato tra i primi a interfacciarsi con la piattaforma viola trasmettendo, ad esempio, le sue performance direttamente da Ibiza. D’altronde oramai la musica è integrata con il digitale come testimoniano i concerti “virtuali” di Marshmello o Travis Scott su Fortnite.
Non per dilettarsi con i videogames, ma per i loro comizi, si sono approcciati a Twitch in passato anche Bernie Sanders e Donald Trump.

Ma Twitch ha influito anche sulla didattica: alcuni professori, causa Covid, si sono rinnovati e hanno deciso di fare le lezioni online su Twitch, un esempio di questa pratica il Prof. Giuseppe Tipaldo che insegna nel settore umanistico all’Università di Torino.

Nonostante sia un mondo virtuale a maggioranza maschile, sono presenti anche molte streamer donne. Una tra tutte, Jori Delli studentessa, modella e presentatrice tv torinese che ha aperto un canale per chattare con i suoi fan rispondendo alle domande e partecipando alle sfide che le vengono lanciate oppure proponendo interviste con personaggi del momento. Ci sono anche tante girl player che tendono a creare rapporti duraturi con i fan pensiamo a Ludos oppure Kurolily.

Il passo da streamer a influencer oramai sembra essere breve. Più un gamer è famoso più riesce a convertire i fan in potenziali clienti orientando le scelte d’acquisto, così facendo le case produttrici di videogames, oltre a marchi finora esterni al mondo del gaming, andranno ad acquistare gli spazi pubblicitari al fine di autopromuoversi e pagando così gli streamer per il servizio di pubblicità reso.

Basti pensare che nel primo trimestre dell’anno le ore guardate su Twitch sono aumentate del 7% con un totale di 2,7 miliardi di ore. Mentre le ore totali di contenuti in streaming sulla piattaforma viola sono aumentate del 18% superando così addirittura Youtube.

Ma quanto si incassa trasmettendo? È stato stimato da Loop Ventures che il guadagno del 2020, da settantacinque milioni di dollari del 2018, si estenderà fino a 180 milioni in quest’anno. I soldi arrivano dalla vendita di gadget, di beni virtuali tipici di Twitch, dagli abbonamenti e dalla pubblicità. Proprio con quest’ultima funziona un po’ come su Youtube, per ogni mille annunci visualizzati si incassa un “gettone”. Ovviamente per far sì che tutto questo si realizzi è necessario essere affiliato.

La base come al solito per questo nuovo modo di fare marketing è l’interazione con i fan, non basta più essere un gamer per passione, ma deve diventare un vero e proprio mestiere.

Il caso più eclatante è quello di Dr. DisRespect, famosissimo streamer, con oltre due milioni di follower, che ha collaborato non solo con produttori di videogames, ma anche con Brand come Gillette e Turtle Beach; da qualche tempo ha ricevuto una proposta da parte di Amazon che vorrebbe mettere in vendite le sue dirette oltre ai gadget già online. Anche se negli ultimi giorni è rimbalzata la notizia di un suo misterioso ban dalla piattaforma!

In sostanza i brand possono aprire una pagina su Twitch per fare branded content on-platform; la prima a farlo è stata Adidas lanciando una collezione con evento connesso sul social viola, la casa sportiva è stata seguita poi da Nike.

Ma qual è quindi il segreto del successo di Twitch e della sua crescita? Ovviamente è limitante considerare il solo periodo del lockdown perché l’evoluzione ha radici più lontane e profonde, anche se durante questo periodo, molti personaggi rilevanti si sono lanciati nelle dirette su Twitch, andando a costruirsi un nuovo palcoscenico e aprendosi a un nuovo pubblico.

Un tema centrale è quello delle dirette e quindi della fruizione live che permette una forte interazione tra i partecipanti, rendendoli protagonisti dello stream: un aspetto più rilevante rispetto a YouTube, ad esempio. La natura di Twitch va a stimolare un’attitudine alla socialità e al confronto insita in tutti noi: una sorta di trasposizione digitale delle “chiacchiere” tra amici su varie tematiche. Un altro aspetto vincente è la riduzione della “distanza” con gli streamer più famosi e la possibilità di interagire costantemente con loro.

Per i creator, inoltre, ci sono ottime possibilità di monetizzare grazie agli abbonamenti ma anche alle donazioni: posso decidere di supportare il mio streamer preferito (con una logica un po’ simile a Patreon).

Ma non dimentichiamo un aspetto molto importante: Twitch è di proprietà di Amazon e può contare su una buona sinergia con Amazon Prime, un ulteriore area di sviluppo.

Tutto questo è nato commentando le sessioni di gaming ma evolvendosi poi in qualcosa di più complesso: la crescita nell’offerta di contenuti ha reso Twitch una piattaforma più matura, con una vasta selezione di canali e tematiche eterogenee. Offrendo quindi un palinsesto virtuale sempre più ampio (e verticale), diventando così un serio competitor di Youtube (e non solo!).

Ha collaborato all’articolo Margherita Tolosa.

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Marco Fey

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