In un mondo così social, cos’è veramente social? Ce lo raccontano queste tre campagne

Per non risultare invisibili in un mondo continuamente bombardato dalle attivazioni sui canali social, è necessario dare valore e senso a quello che si fa. Ma come?

Alla base di una campagna social che diventa virale c’è un forte insight, ovvero il punto di partenza che fa la differenza. Per creare una campagna social memorabile, bisogna trovarlo.

Facciamoci un giro tra le campagne social che in questo 2019 si sono distinte per aver trovato quell’insight tanto forte da diventare così popolari.

Passeggiando tra le vie dei social, ci imbattiamo nel primo incontro: DoveXDunkin. Dal naming possiamo già intuire che si tratta di una campagna di partnership tra i due brand Dove e Dunkin Donuts, marchio di prodotti per l’igiene personale e catena statunitense di venditori di caffè e ciambelle. Subito la domanda “ma cosa c’entrano tra loro un venditore di shampoo secco e un venditore di caffè?” può sorgerci spontanea, ma è proprio la risposta che rende l’insight di questa campagna davvero forte: entrambi semplificano e attivano la mattinata di una donna, soprattutto di una mamma.

I due brand hanno messo in palio una fornitura di shampoo secco e caffè e hanno chiesto alle donne di pubblicare su Instagram, e su una landing page dedicata al concorso a premi, la foto che racconta al meglio la loro mattinata frenetica. Ovviamente con l’hashtag #DoveXDunkin. Inoltre, entrambi i brand hanno coinvolto centinaia di influencer per parlare dell’iniziativa, per coinvolgere gli utenti e per invogliarli a partecipare al concorso.

La campagna ha chiaramente come obiettivo aumentare la percezione positiva di entrambi i brand e, grazie al punto di partenza, riesce a posizionare Dove e Dunkin Donuts come migliori amici del risveglio di ogni donna.

Dopo aver pensato alla cura dei nostri capelli e bevuto un buon caffè, continuiamo il nostro giro e ci fermiamo a pranzo da Roadhouse, un altro brand che si è fatto riconoscere nel 2019 con una campagna sviluppata insieme a noi di BTREES.
La catena di ristorazione, nata come steakhouse, è stata la prima in Italia a lanciare una challenge su TikTok, la RibsDance: anche in questo caso la domanda “ma come mai un ristorante dovrebbe lanciare una sfida?” sorge spontanea. La risposta ci porta al punto di partenza della campagna: le ribs, ovvero le costolette, sono uno dei piatti più apprezzati dai ragazzi molto giovani, il target di riferimento di TikTok, allora perché non farli divertire con una sfida di ballo?

La RibsDance ha ottenuto in totale 2.000.000 di visualizzazioni grazie a circa 400 contenuti creati. Ha coinvolto giovanissimi influencer che hanno lanciato la challenge sui loro profili TikTok. Il canale social più amato e utilizzato dalla Generazione Z è stato invaso da una serie di video di utenti che hanno ballato la RibsDance, una coreografia che simula i gesti legati alla tavola, sulle note di un pezzo creato ad hoc per la challenge.

L’obiettivo della campagna è stato creare awareness attorno a Roadhouse e atterrare su TikTok come primo ristorante in Italia a creare una vera e propria sfida di ballo social.

Dopo queste due tappe a base di shampoo, caffè e ribs, concludiamo il nostro giro con la campagna Proud To Sleep di Ikea. Il brand, per la creazione della campagna, parte da un insight del tutto nuovo per i social: siamo sempre connessi per paura di perdere qualcosa che accade online, sottovalutando l’importanza del sonno.

Ikea vuole raccontare al suo pubblico la magia del sonno. Come? Integrando diversi mezzi di comunicazione.

Innanzitutto invita gli utenti a condividere su Instagram i propri momenti di riposo e la gioia del buon sonno con l’hashtag #ProudToSleep.

Successivamente coinvolge gli Ex-Otago, una nota band indie pop che ripropone la versione acustica della canzone “La notte chiama” e gira il video-clip tra cuscini, coperte e letti brandizzati Ikea. La band ha condiviso il video sui suoi canali ed è diventato presto virale. Ovviamente, tutti i fan degli Ex-Otago e di Ikea sono stati coinvolti anche in questa fase con il compito di condividere Instagram Stories per raccontare cosa succede nella loro camera da letto a fine giornata, usando la canzone “La notte chiama”.

Sempre su Instagram il brand Ikea è tornato a usare l’ASMR con una serie di Storie in evidenza in cui i colori sono tenui, i suoni molto ovattati e lo speaker guida lentamente l’utente in una serie di azioni: ascoltare il rumore della pioggia o abbassare le luci, tutte cose che gli permettano di rilassarsi e quindi di addormentarsi. Per rendere meglio l’idea, il risultato è molto simile alle routine della buonanotte di molti assistenti digitali.

Come altra attivazione, non legata al social ma al digital più in generale, Ikea crea un mini-sito dedicato allo Sleep Pride dove offre consigli e regole d’oro per dormire nel modo più piacevole possibile.

In questo caso, possiamo dire che l’obiettivo della campagna era parlare di un prodotto Ikea specifico: la camera da letto. Il brand, per farlo, ha trovato un punto di partenza rivoluzionario, non parla mai direttamente del prodotto, ma crea un vero e proprio movimento: lo Sleep Movement Ikea.

Alla fine di questa passeggiata possiamo dire che per essere davvero social, in questo mondo così social, ci vuole un valido motivo ed è proprio quello che rivoluziona tutta la comunicazione: dà all’utente finale una visione dei valori attorno al brand, crea uno storytelling forte a cui affezionarsi e rimanere fedele.

Come obiettivo e buon proposito per il 2020, non ci resta che trovare questo buon motivo per essere social, ispirandoci magari alle campagne più belle del 2019.

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Cecilia Nassi

Cecilia Nassi

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