Growth Hacking Day: il nostro racconto

Noi c’eravamo. Dove? Al Growth Hacking Day. È stata una giornata intensa, ma con diversi spunti di riflessione. In un settore in cui lavorare coi Social Media in alcuni casi rischia di diventare un modo per dare “da mangiare” dei post alla propria pagina Facebook come se giocassimo ad un tamagotchi, la metodologia condivisa al #GHDay è stata interessante proprio sotto il punto di vista del focus sul ritorno di investimento che le azioni da marketer possono o meno produrre.

Ma cos’è il Growth Hacking?

A mio modo lo tradurrei così: una modalità per riuscire ad ottenere la maggiore crescita del business possibile con il minore investimento.

È cross-disciplinare ed incide su almeno 5 diverse situazioni:

1. Innovazione. Parto da qua riprendendo le parole di Raffaele Gaito, “guru” del settore: “La crescita non può essere un side project”. Sono d’accordo. C’è chi dice “Innovate or die” ed è più o meno la stessa cosa. Non è una questione di scelte, quanto piuttosto un elemento che determina la sopravvivenza della specie o meno in questo mondo. Darwin diceva: “Non è la specie più intelligente a sopravvivere e nemmeno quella più forte. È quella più predisposta ai cambiamenti”. Qual è il costo dell’innovazione quindi non è la domanda, la questione è: qual è il costo che si paga aspettando ad innovare?

2. Canali di acquisizione. Per andare subito sul concreto, è stato portato un esempio molto interessante: quello di Zynga (società che ha dato vita a giochi come Farmville). In questo caso c’è stato un crollo di utenti dato dal fatto che l’azienda si affidava in primis e praticamente in maniera univoca all’acquisizione di utenti tramite Facebook: al cambio dell’algoritmo c’è stato un tracollo del business aziendale in quanto non c’era un Marketing Mix ben equilibrato. Una domanda da porsi quindi è: quali sono i 3 orizzonti che possiamo darci quest’anno, l’anno prossimo e quello ancora successivo puntando ad es. su 3 canali principali di acquisizione che potremmo usare? Individuare oggi quelli che matureranno domani è fondamentale in un mondo della comunicazione dove nel giro di 1 anno cambia il social network principale. Questa modalità di agire minimizza il rischio e offre maggiori opportunità. Al contempo bisogna essere in grado di saper prioritizzare il canale di maggior successo. In questi casi fallire il 90% delle volte nel senso di esplorare diverse situazioni (vedi vari test A e B e sperimentazione di canali nuovi) permette di trovare il 10% delle soluzioni vincenti che possono fare la differenza perché permettono di scalare.

3. Crescita esponenziale, ma anche crescita sostenibile. Quando si parla di individuare i parametri di misurabilità ossia ciò che conviene controllare rispetto ai canali di acquisizione, è rilevante anche considerare la permanenza / retention dei clienti. Al #GHDay è stato condiviso come aumentarla del 5% permette una crescita del +75% a livello di crescita e di come continuare a sviluppare nuove attività per lo stesso cliente costi 1/7 in media rispetto al costo di acquisizione per uno nuovo. Se le attività di marketing automation possono facilitare una crescita continuativa, per rendere questa continuativa è fondamentale non concentrarsi solamente sull’efficienza ma anche e soprattutto sull’efficacia.

4. Cultura aziendale. Applicare ciò che si è condiviso al #GHDay significa lavorare di squadra, sviluppando soft skills e hard skills: “Growth hacking is community building” si è detto. I diversi reparti devono quindi interfacciarsi per far sì che la parte di prodotto, di vendite e non solo si parlino sotto lo stesso intento comune.

5. Reputazione. Tramite il Social Personal Branding il growth hacking permette di incrementare in breve la considerazione di un brand personale, professionale ed aziendale. Esistono diverse tecniche per incrementare la propria visibilità, il passo iniziale è saper riconoscere qual è il canale migliore e più fruttuoso, così come è importante comprendere quali sono i migliori network da cui attingere informazioni e relazioni. Dare visibilità agli altri è importante, perché crea connessioni. Scrivere e condividere storie (ad es. su LinkedIn e non solo) è altrettanto rilevante, perché facilita lo sviluppo di relazioni.

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Lorenzo D'Amelio

Lorenzo D'Amelio

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