Agenda Digitale di Biella: intervista all’Assessore Fulvia Zago

Abbiamo intervistato l’Assessore alla Trasparenza e allo Sviluppo Tecnologico di Biella Fulvia Zago, che ci ha parlato dei progetti in corso e futuri dell’Agenda Digitale e della giornata del #ChangeDay2018.
La città da cui tutto è partito per BTREES, ossia Biella, è in continuo fermento, animata da persone che credono in un mondo diverso e seppur ai piedi delle alpi, puntano a mantenere un orizzonte più allargato. Una recente analisi elaborata dall’istituto di ricerca Aaster mostra come oltre il tessuto laniero, si stia sviluppando dal punto di vista economico quello del food and beverage, del turismo e della cultura, così come quello dell’innovazione. Nel 2014 avevamo voluto invitare come Media Agency Torino Smart City a Biella proprio per raccontare, tramite le parole degli allora dirigenti, come si poteva prendere spunto da quell’esperienza parlando di Social PA e non solo. Da quel momento, le evoluzioni per il Comune di Biella non sono che – gradualmente – aumentate: dalla pagina Facebook aperta per tenere un’interazione costante con la cittadinanza, sino alla più strutturata realtà dell’Agenda Digitale. Effettivamente le proposte provenienti dai cittadini nell’ambito dell’iniziativa #ChangeDay2018prevista per il 19 dicembre in SELLALAB – rispondono in sintonia rispetto all’analisi di Aaster. Per tutto ciò abbiamo voluto intervistare l’Assessore alla Trasparenza e allo Sviluppo Tecnologico di Biella Fulvia Zago, che gentilmente ci ha concesso alcune risposte.  

Benvenuta sul nostro blog Fulvia! Iniziamo da qua: come sta procedendo l’Agenda Digitale di Biella? Sappiamo che è stato ricevuto anche un Premio al Forum PA: potete darci maggiori informazioni?

Siamo ad un ottimo punto, recentemente abbiamo portato la delibera di rinnovo del “Patto del Battistero” con l’impegno alla prosecuzione delle attività ed abbiamo avuto dal Consiglio comunale un voto unanime, fatto non scontato. Dalle ore 01:00 dell’8 Dicembre il Patto del Battistero 2.0 è esecutivo. Ciò significa che i partner potranno continuare ad investire risorse e idee perché, quale che sia la prossima amministrazione comunale, il progetto proseguirà. Premi ne abbiamo ricevuti molti, anche nazionali come quello di Forum PA che ci ha assegnato il primo premio come miglior progetto di inclusione, siamo diventati un caso da studio.  

Quali saranno quindi i prossimi passi?

Ora stiamo formalizzando le adesioni del nuovo accordo che conta l’ingresso di 4 nuovi partner e sto e per convocare una cabina di regia con tutte le forze presenti in consiglio comunale per definire le strategie future  

Perché invece il #ChangeDay2018?

La giornata ha una doppia valenza:
  • siamo molto attenti al metodo, al quale dobbiamo la gran parte del successo di AD, solo grazie ad esso siamo riusciti a stare tutti ‘sulla palla’ con un progetto tanto articolato, vogliamo condividerlo, con il principio del miglioramento continuo si può migliorare solo passando attraverso il cambiamento, mettendo in discussione i propri modelli di riferimento, adattandoli al contesto che cambia;
  • inoltre vaglieremo e ragioneremo utilizzando le idee inviate dai cittadini, abbiamo aperto un’apposita piattaforma per dare a ciascuno l’opportunità di comunicarcele, e di farle votare, è una forma di partecipazione anche questa. Una cosa divertentissima consiglio a tutti di andarla a vedere a questo link www.agendadigitale.biella.it/idee.
 

Durante il percorso, ci son state cose impreviste e se sì, quali critiche maggiori avete ricevuto al riguardo o vi siete posti come punti da migliorare?

Imprevisti tantissimi, va detto che questo progetto è unico, non ci sono altre esperienze simili a me note, ciò significa che abbiamo dovuto viaggiare per approssimazioni successive ogni volta che abbiamo dovuto affrontare un problema. Il più grande dei quali è la collaborazione pubblico/privato che sono retti da logiche, norme e dinamiche completamente differenti. Non critiche anzi, tanta ammirazione che però si è manifestata con le proverbiali pacche sulle spalle. Nessun aiuto economico.  

Quanto risparmio e vantaggi ha portato ad oggi al Comune di Biella l’innovazione digitale? In termini economici e non solo, ossia in generale in termini di risorse.

Nel triennio 2015-17 i risparmi hanno coperto il totale degli investimenti finanziari effettuati dai partner. Si parla di risparmi di circa 30.000 euro per i corsi di inclusione digitale e 20.000 euro di formazione per tutti i partner, attività che abbiamo sviluppato “in casa” invece di commissionarle all’esterno. Il rifacimento responsive dei portali PA ha comportato una razionalizzazione delle spese di circa 60.000 euro. Nell’ambito del Piano Telematico Scolastico, la razionalizzazione dei contratti di connettività delle scuole ha portato a risparmi di circa 50.000 euro, senza avere ancora stimato l’impatto dell’utilizzo delle reti di Comune e Provincia che hanno permesso di evitare molti scavi che gli operatori TLC fanno pagare a caro prezzo. Da considerare anche 750 mila euro ottenuti utilizzando #finanziaBiella per la realizzazione dei laboratori territoriali di occupabilità.  

Quali sono, infine, le aspettative nei confronti del contributo da parte della cittadinanza? E quale invito vorreste fare?

Abbiamo puntato sulla partecipazione fin dai primi passi di AD, i cittadini ci hanno aiutato a scrivere progetti sui quali ora possono fare il controllo qualità, non è banale e neppure comune. Purtroppo le risorse scarse non hanno consentito un maggior coinvolgimento, avremmo avuto bisogno di figure come gli animatori digitali per sostenere i cittadini volontari. L’invito è di sfruttare appieno ogni occasione che verrà data di partecipare, abbiamo bisogno delle idee di tutti ed anche di una mano. In particolare di usare d’ora in avanti l’hashtag #makeBiella in qualsiasi scambio social che riguardi il digitale e la progettazione territoriale. Io mi impegno ad annotare tutto quello che vedo passare con quell’hashtag (scrivetemi pure anche in bacheca), farne sintesi ed a trasmetterlo a chi verrà dopo di me. Ci fa bene essere parte di una cosa più grande di noi, dare una mano e poi guardare il frutto, contribuire al miglioramento collettivo nostro e del nostro territorio, dà molta più soddisfazione dell’isolamento e dell’inazione.
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